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sabato 11 febbraio 2012

La Crisi e l'Onestà


In tempo di crisi, di minaccia dell'ordine pubblico, di nevicate impossibili da gestire (per incapacità gestionale o per scarsa lungimiranza o per manovre sporche in tempi non sospetti), di governi tecnici più o meno "buoni", di Germanie e France con riesumate istanze di conquista europea... 
...in quanto a Onestà come siete messi?

Cosa c'entra l'Onestà? C'entra, perché ho notato che esistono due comportamenti dominanti nelle persone comuni, quelle con cui ogni giorno abbiamo a che fare e che - loro sì! - influenzano direttamente la nostra esistenza. Parlo di commercianti, artigiani, gente che passeggia immersa nei suoi pensieri, anonima... e in questo periodo ho osservato che la frequenza con cui vedo accadere queste manifestazioni è aumentata tantissimo. Sarò io che presto più attenzione o saranno gli altri ad essere più o meno onesti? Non lo so... 


Il primo comportamento, che infastidisce, è quello del "tendenzialmente disonesto". La persona tendenzialmente disonesta è quella per la quale è stata coniata l'espressione "l'occasione fa l'uomo ladro" (ma anche la donna). Non si tratta di mascalzoni e delinquenti. La commessa che ti fa il resto con uno o due euro di meno, il tabaccaio che confonde la banconota da 20 con quella da 10 e ti fa un euro e sessanta di resto per due pacchetti di sigarette, quello che se perdi il portafogli lo guarda e ci pensa anche su prima di avvisarti che ti è caduto, quello che se piove ti frega l'ombrello che hai lasciato all'ingresso del bar, quelli che ti portano via una sola ruota della bici se la lasci per più di 28 ore nello stesso posto. Folklore, diranno in molti... disattenzione, diranno i più ingenui... vabbé: folklore sia! Non voglio la galera per questi personaggi, anche se quando mi capita e non me ne accorgo vorrei subito la pena di morte per fulminazione per mano divina senza pensarci su neanche un secondo. Tanto sai che difficilmente vieni accontentato...

L'altro comportamento è quello dei "tendenzialmente onesti". Anche in questo caso non parlo di Santi o di premi Nobel per la Pace. Parlo di quelli che in coda al supermercato ti lasciano passare solo perché hanno il dubbio che tu fossi arrivato prima, quelli che se gli fanno il resto superiore al dovuto lo fanno notare subito, quelli che non si approfittano delle ambulanze nel traffico, quelli che trovano un paio di Rayban sul tavolo del bar e li danno al proprietario, casomai tornino a cercarli. Piccole cose, diranno gli stessi di prima. No, stavolta non sono d'accordo. Non si tratta di piccole cose, si tratta delle cose vere, serie, importanti, che tutti i giorni ci possono cambiare la giornata e far nascere un sorriso anche quando i grandi problemi dell'economia mondiale, che grazie ai media portiamo sempre più sulle spalle, sembrano insuperabili.

Non ce l'ho con i disonesti, ma ringrazio gli onesti di esserci: orgogliosi, infaticabili e inconsapevoli.