Queste unità erano comandate spesso da Sottufficiali con una anzianità di servizio stratosferica, dai quali c'era sempre tanto da imparare in termini marinareschi, ma molto poco dal punto di vista di "leadership". Lo scopo era addestrarci a valutare la situazione e ad impartire gli ordini necessari al timoniere e al motorista per svolgere le varie manovre (che comportano sempre qualche rischio per una unità navale), come l'ormeggio, la presa di boa, l'ormeggio di fianco, il passaggio di posta, le manovre in formazione, etc.
Fatta salva la necessità assoluta di compiere le manovre nei tempi prestabiliti, e in sincronia con le altre unità, un principio enunciato dal "mio" Comandante mi è rimasto sempre impresso a fuoco...
"Se a metà della manovra ti accorgi che hai sbagliato qualcosa, l'errore più grave è cercare di correggere: o sei veramente bravo e allora riesci, pur stressando gli uomini e per la piattaforma, oppure sei destinato a peggiorare la situazione e rischi anche di danneggiare la nave. Ci vuole umiltà: disimpegnati e ripeti la manovra dall'inizio: prenderai una lavata di capo dal Comandante della formazione, ma non farai danni alla tua nave né ai tuoi uomini".
Il lungo aneddoto serve a spiegare la genesi della mia riflessione. Quando le cose vanno male, possiamo accanirci a risolverle se abbiamo bravi conduttori oppure ad abbattere tutto e ricominciare da capo. In ogni caso questo non ci dispensa dal ri-pensare il problema a mente fredda a partire dalle radici: come si è originato, dove può portarci e come avremmo potuto evitarlo fin dall'inizio.
I francesi, nel lontano 1789, avviarono l'abbattimento dell'Ancien Régime. Un abbattimento che prevedeva un bel "taglio" con i retaggi storici che partiva dalle reali "acconciature"... con una sfumatura sinceramente piuttosto bassa anche per il periodo...
Ricominciarono da zero per "purgare" gli errori che avevano portato la Francia sulla via della decadenza politica, economica e morale. Si pensò, forse, che eliminando i pochi nobili corrotti sotto tutti i possibili punti di vista umani, si potesse instaurare una Repubblica governata dalla democrazia. Non più una élite (tra l'altro anche poco qualificata) a decidere le sorti del Paese, ma una schiera di rappresentanti del popolo. In realtà, e purtroppo, l'animo umano con i suoi vizi e le sue virtù, solo in minima parte è influenzato dalla condizione sociale in cui si trova a vivere... per cui al posto di pochi nobili corrotti con grande sforzo, ci si ritrovò ad avere molti pezzenti corrotti con poco sforzo.
...questo è il "principio di conservazione della corruzione"...
Ci sono state, nel tempo, molte evoluzioni e perfezionamenti nel modello democratico europeo, molte delle quali orientate a "sconfiggere" la corruzione più evidente. Ma anche questo tentativo, con il senno di poi, sembra essere fallito miseramente: è come quando per un minimo raffreddore ti bombardi con gli antibiotici: quando poi arriva l'infezione seria l'antibiotico di cui hai abusato si dimostra inefficace. La complicazione burocratica, che ha lo scopo di rendere difficoltosi i meccanismi di corruzione e di individuare specifiche responsabilità, ha di fatto reso ancora più florido il mercato dei "favori" alzandone il prezzo: non è che non si può più fare il piacere, solo è più difficile, bisogna coinvolgere più figure... nulla che il denaro non possa agevolmente lubrificare!
Su quali siano i pregi e le "degenerazioni" delle varie forme di governo non voglio sembrare troppo ripetitivo, ma Aristotele aveva dato il suo punto di vista estremamente razionale oltre duemila anni fa. Machiavelli, in seguito, sulla base dell'esperienza storica accumulata per oltre 1500 anni dopo Aristotele, aveva intuito che la razionalità del filosofo greco nell'immaginare un governo ideale non si adattava un granché alla natura irrazionale, violenta e truffaldina degli esseri umani... e neanche qui sto a raccontarvi le sue conclusioni, potete leggerle su Wikipedia o magari direttamente sul "Principe" (che potete trovare anche come ebook gratuito).
In definitiva: il nostro "patto sociale" prevede la cessione di determinati "diritti naturali" e specifiche "sovranità" allo Stato. In cambio abbiamo ricevuto l'illusione di poter non rieleggere i rappresentanti che non hanno soddisfatto le nostre aspettative. Costoro cercheranno di fare di tutto per compiacere l'elettorato, instaurando di fatto un governo del "volemose bene": io ti lascio, cittadino, evadere il fisco con una certa semplicità, ma in cambio tu mi rieleggerai. Oppure io do servizi gratuiti al di là delle mie possibilità a te, cittadino indigente, e tu in cambio mi voterai anche alle prossime elezioni.
E lo Stato, quello vero, chi lo governa? Qualcuno che non è eletto dal popolo: i dirigenti dei ministeri, i magistrati, i funzionari di polizia giudiziaria, etc. Loro non cambiano con i governi né con le legislature, loro non cambiano MAI. Ma non governano in realtà: loro si limitano ad amministrare: è la stessa identica differenze che c'è tra "Master" e "Commander", tra chi amministra la nave, con il suo carico e e tutti i suoi uomini, e chi decide la rotta da seguire. Una nave può stare alla deriva per tanto tempo, senza un timone, ma prima o poi deve arrivare in un porto, altrimenti c'è l'ammutinamento o peggio il naufragio. Se siamo fortunati questi dirigenti e funzionari saranno persone integre, che lavorano con spirito di servizio ineccepibile; se siamo sfortunati, beh, i TG sono pieni di esempi andati a finire male.
In effetti non c'è alcuna speranza di tenere sotto controllo chi amministra la cosa pubblica... sbagliato affidarsi ai politici "non-statisti" della celebre frase attribuita a De Gasperi ("Un politico guarda alle prossime elezioni. Uno statista guarda alla prossima generazione").
In definitiva il meccanismo si è inceppato e ora non ci sono servizi gratuiti per chi non può permetterselo, né spazi di "evasione" per nessuno, solo più anni di lavoro, meno pensioni, e tutte le altre gabelle sulle quali siamo informatissimi.
Ma niente paura! In compenso c'è l'Europa che ci chiede di cedere ulteriori diritti e sovranità all'ancora più esasperato carrozzone della Commissione Europea. Per farci "amministrare" da dirigenti ancora più sconosciuti e incontrollabili... e magari pure francesi!
Io appoggio Machiavelli.
