Ho provato a fare mente locale e a riordinare le mie poche e confuse idee sulla questione "razzismo", tristemente riportata alla ribalta dai recentissimi fatti di cronaca svoltisi a Firenze il 13 dicembre 2011.
Il razzismo, da quanto mi dice Wikipedia, è una forma di discriminazione fondata sulla convinzione (scientificamente errata) che gli esseri umani siano classificabili in base a "razze" con differenti capacità intellettive. Esistono molte forme di discriminazione e altrettante manifestazioni che possono arrivare all'odio e all'aggressività materiale e verbale. L'intolleranza è classificata dall'enciclopedia come una manifestazione di una determinata forma di discriminazione:
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In un contesto sociale o politico, l'intolleranza è l'intransigenza verso (o la mancata accettazione di) persone o opinioni che esprimano punti di vista differenti dai nostri. Può manifestarsi con atteggiamenti o azioni di ostilità nei confronti di tali opinioni o della persona che le esprime.
L'intolleranza può sfociare in atteggiamenti razzisti, sessisti e in generale di avversione verso orientamenti e preferenze sessuali, posizioni religiose, politiche. In molti casi l'intolleranza si basa su pregiudizi e può condurre nei casi estremi a discriminazione, violenza fisica (genocidio, Olocausto) o verbale.
(Fonte: Wikipedia "Intolleranza")
Esistono anche delle leggi in materia di discriminazione, come l'articolo 21 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea:
1. È vietata qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle o l'origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l'appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, gli handicap, l'età o le tendenze sessuali.Molto bene, quindi a questo punto, per riuscire a dare una forma al concetto elegantemente espresso occorre solo individuare che cosa si voglia intendere con "qualsiasi forma di discriminazione", in quanto alcune discriminazioni esistono e sono accettate (per fare due esempi spiccioli: la discriminazione sull'età serve per distinguere un maggiorenne da un minorenne, o la discriminazione sul patrimonio per distinguere aliquote di tassazione differenziate).
Quindi deduco che "qualsiasi forma di discriminazione" non sia un limite invalicabile o assoluto, dal momento che i diritti reali di cui godiamo sono fortemente influenzati da svariate classificazioni e/o limitazioni, anche tra quelle vietate dalla carta di diritti. A questo punto immagino sia lecito ritenere che le discriminazioni vietate siano quelle che sfociano o che incitano la violenza o quelle che ledono i diritti fondamentali dei singoli senza una giustificazione etica o politica di sorta (c'è una certa logica di giustizia nel far pagare più tasse a uno che ha un patrimonio più grande... malgrado il Governo Monti stia facendo di tutto per non discriminare i soliti abbienti...).
Il succo di tutto questo discorso è il seguente: come posso fare per essere un discriminatore rispettoso delle leggi, non violento e tollerante?
Io desidero assolutamente discriminare chi mi trovo di fronte secondo il mio metro di giudizio, ma senza infrangere le leggi o essere violento. Anche l'intolleranza è una manifestazione che PUO' verificarsi, ma non è detto che lo debba necessariamente fare!
Io sento di essere fortemente discriminatorio (ma in fondo non del tutto intollerante) verso determinati individui, soprattutto per le loro "convinzioni personali" e le loro "opinioni politiche e di altra natura". E la cosa mi sembra assolutamente normale, assolutamente umana.
Ovviamente non vorrei leggi speciali per coloro che considero idioti, parassiti della società civile e #epicfail dell'Evoluzione: voglio solo poterli discriminare a mio piacimento, condirli di epiteti ridicoli, incazzarmi con chi fornisce loro il sostentamento (dalle mie parti si dice "Accidenti a chi ti da da mangiare!"), il tutto nella più onesta e pacata legalità. E senza essere a mia volta discriminato per essere razzista.
La vera morale di questo noioso post è:
Chi di noi non è un pochino razzista alzi la mano!
Visto? Allora non è il razzismo che uccide il povero Senegalese a Firenze, ma la follia pura e semplice, scaturita da un odio pregiudiziale e per nulla razionale.
Io sono un razzista, per quanto vi ho detto, ma non ammazzerei mai nessuno, anche se a volte l'idea mi balena!
... e che il flame abbia pure inizio!
